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Chi farà la finitura domani? Competenze, formazione e attrattività del settore

È uno dei temi meno visibili pubblicato su IPCM (n. 99, maggio/giugno 2026) affronta con dati alla mano una sfida che riguarda l’intera industria manifatturiera, e la finitura in particolare.
Un gap che pesa sui risultati
In un contesto di crescente complessità tecnologica, normativa e organizzativa, la disponibilità di personale qualificato sta diventando un fattore determinante per la competitività. Molte imprese segnalano difficoltà nel reperire figure tecniche specializzate a tutti i livelli – operativo e ingegneristico – e in alcuni ambiti del trattamento superfici fino al 25% delle posizioni specialistiche risulta oggi scoperta. Le conseguenze sono concrete: la carenza di personale qualificato può influenzare fino al 35% della capacità di erogazione dei servizi, con impatti diretti su tempi di consegna, qualità e capacità di risposta al mercato.
Un fenomeno europeo, non solo italiano
Il quadro si conferma sistemico a livello europeo. L’invecchiamento della forza lavoro riduce progressivamente il patrimonio di competenze disponibili, mentre le aziende cercano oggi profili capaci di integrare know-how tecnico, gestione dei processi, sensibilità ambientale e familiarità con gli strumenti digitali. La finitura industriale si sta evolvendo verso un ambito sempre più multidisciplinare — e il mercato del lavoro ancora non tiene il passo.
Cosa fare: formazione, comunicazione, filiera
L’articolo individua tre leve principali. La prima è il rafforzamento del dialogo tra industria e mondo della formazione, per costruire percorsi più aderenti alle esigenze reali delle imprese. La seconda è l’investimento sistematico nella formazione interna e nel trasferimento intergenerazionale del know-how. La terza — spesso sottovalutata — è la comunicazione: raccontare la finitura come settore innovativo, tecnologico e strategico è fondamentale per attrarre nuovi talenti e rinnovare l’immagine del comparto.
In questo percorso, le associazioni di settore come UCIF hanno un ruolo centrale: promuovere iniziative di formazione, favorire il dialogo con istituzioni e mondo accademico, valorizzare le competenze presenti nella filiera.

