Il Circular Economy Act: cosa cambia per l’industria manifatturiera

La transizione verso l’economia circolare non è più solo una questione di sostenibilità: sta diventando un vero e proprio paradigma industriale, destinato a ridefinire processi, prodotti e competitività. Al centro di questa trasformazione c’è il Circular Economy Act, il quadro normativo europeo che punta a trasformare l’intero ciclo di vita dei beni, promuovendo riuso dei materiali, efficienza delle risorse e riduzione degli sprechi.
L’obiettivo dichiarato è rendere la circolarità una scelta economicamente conveniente per le imprese, non solo un obbligo normativo. Per farlo, la Commissione Europea vuole istituire un mercato unico per le materie prime secondarie, aumentare l’offerta di materiali riciclati di qualità e stimolare la domanda industriale all’interno dell’UE.
L’obiettivo numerico è ambizioso: raddoppiare il tasso di utilizzo circolare dei materiali nell’UE fino al 24% entro il 2030, rispetto all’11,8% registrato nel 2023.
La proposta di legge è attesa per il terzo trimestre del 2026 e si inserisce nel più ampio disegno di politica industriale europea: meno dipendenza dall’estero, più valore trattenuto all’interno dell’economia UE, maggiore capacità di utilizzare materiali già disponibili invece di importarli da mercati instabili.
Per il settore della finitura industriale, questo scenario apre riflessioni concrete: dai processi di trattamento superficiale all’impiego di materiali riciclati, fino alla progettazione dei prodotti stessi.


